Il Giardino delle Esperidi

Ristorante, 2007

L’idea progettuale parte dalla complessità della situazione originaria: una ex stalla ristrutturata negli anni 80 con annesso un terreno agricolo di 4000 mq. Il programma di progetto era: 1400 mq di parcheggio, 2500 mq di spazi aperti e da risistemare, una sala interna di 70 mq per il ristorante e 40 mq per servizi e deposito.
Il progetto è una reinterpretazione del mito del Giardino delle Esperidi, il cui affresco fu trovato nella domus Amandus all’interno del Sito Archeologico di Pompei. La storia viene qui tradotta in chiave contemporanea nelle linee e nei colori, con continui riferimenti storici: la sala è il “triclinius maius”, nel giardino i melograni e negli ambienti frasi del mito che si ripetono. Dalla strada il visitatore entra attraverso elementi inclinati che invitano all’ingresso. Man mano che si procede questi elementi diventano sempre più imponenti fino a sembrare zolle telluriche che si staccano dal terreno. Accedendo al giardino si incontra una grande fontana divisa trasversalmente da una pedana in legno. L’acqua ha un ruolo molto importante: diventa volume. Gli spazi esterni sono concepiti come una moltitudine di zone: un grande pergolato per il ristorante esterno, piccole aree relax, un grande banco bar e un’area brasserie. La grande fontana a punta indica l’ingresso del casolare. All’interno si susseguono continui contrasti tra gli elementi esistenti e quelli aggiunti, volumi rustici e linee pulite, superfici ruvide e lisce. I colori sono volutamente puri e contrastanti.